l00maca's Travel Blog

Day Five – Bufali ed altre amenità

La giornata inizia molto bene, quasi gloriosamente, anzi: nebbiosa.

Suona la sveglia, apriamo le tende e veniamo accolti da un muro compatto grigio, tanto che mi sento subito a casa.

Fortunatamente, durante una parca colazione a base di qualsiasi cosa respiri in una fattoria canadese, la nebbia si alza un po’ confermando l’impressione che avevamo di essere a Quebec City, che gli indiani pronunciano Kabak, che vuol dire l’ho già scritto in un altro post.

La nebbia, dicevamo, si alza un po’ permettendoci una visita mattutina tra le strade della città vecchia di Quebec, con le sue casette basse, i suoi ampi parchi, e la sua fitta pioggerella.

Quebec, eh?

Quebec, eh?

Perchè sia mai che riusciamo a farci due ore a piedi senza essere sotto l’acqua. Che quando smette di cadere cede il passo ad un’umidità massacrante.

Rassegnati a zupparci, attraversiamo l’amena Quebec scoprendo con gioia estrema che oggi, proprio oggi, solo oggi, è prevista una manifestazione ciclistica che ha aggregato una cosa come duecento pisquani in tutina aderente fermi in mezzo la strada. In realtà il disturbo al turismo è minimo (e il fatto che i tizi siano fermi mi fa pensare più ad una sfilata di tutine che non ad una gara ciclistica), ma comunque le vie sono transennate e l’attraversamento pedonale non è facile.

A tal proposito; In Canada i semafori sono sul lato opposto della strada rispetto all’Italia. non dico destro-sinistro, ma vicino-lontano. Per intenderci, in italia ti fermi davanti al semaforo e poi parti; in canada il semaforo è già oltre l’incrocio. Non ci sono strisce pedonali ma solo semafori, oppure le strisce ma non il semaforo quando non si ritiene necessario, oppure niente, oppure tutte e due. I semafori pedonali indicano anche quanto tempo rimane prima che ridiventino rossi (30 secondi, di solito), causando mezze corse da parte dei turisti abituai al Milanese che è li pronto a scattare per arrotarti, mentre invece i canadesi sono tipo “nah mate take your time eh” o qualsiasi sia la versione francese.

Altro appunto; due sere fa usciamo ed andiamo a mangiare un panino da Tim Horton’s di fianco l’albergo, e poi decido di fare un salto in una stazione di servizio per rifornirmi di generi di conforto (carne secca, cioccolaterie varie).

In questa occasione attraversiamo all’italiana una strada in cui non vedo semafori vicini, ma siccome son le nove e qui dopo le otto e mezza sembra che il paese sia disabitato abbiamo fatto una corsetta, notando la larghezza di ‘sto stradone, facile 30-40 metri, ridendo del fatto che ‘sti americani light han più spazio di quanto non sappiano che farci.

“la stazione di douchequalcosa?”, chiede la guida
“si, davanti l’hotel”
“attraverso l’autostrada intendi?”

Ho già parlato di come ai disegnatori Disney non dovrebbe essere permesso disegnare palazzi che poi esistono davvero?

Ho già parlato di come ai disegnatori Disney non dovrebbe essere permesso disegnare palazzi che poi esistono davvero?

Comunquem stavamo ancora parlando di Quebec City. In realtà non c’è molto altro da dire; adorabile, da cartolina, piena di francesi ma non di quelli brutti. Potrebbero usarlo come slogan:

Quebec: I nostri Francesi sono simpatici.

Lasciamo il grigio Quebec per un Quebec un po’ meno grigio, dove ci attende una mangiata imperiale a base di carne di bufalo, a cui seguirà una visita ad un branco di bufali in cui proveremo quel tipico disagio che si prova quando parli con qualcuno a cui hai appena mangiato il fratello

mi spiace per tuo fratello, so che era una persona deliziosa

mi spiace per tuo fratello, so che era una persona deliziosa

Che c’è da sapere sui bufali? Gli inglesi li hanno sterminati per affamare gli indiani d’america, e sono creature docili, romantiche e delicate, che pesano in media un migliaio di chiletti e sono alti un metro e cinquanta. Nei loro occhi puoi leggere chiaramente la sicurezza di poterti abbattere e calpestare con la stessa facilità con cui scacciano le mosche con la coda; è importante in questi casi mantenere la calma, guardarli fissi e rivolgere loro parole calmanti come “conosco il sapore della tua carne e ne voglio ancora” o il sempre utile “come at me bro”.

Il maschio alfa; queste adorabili bestiole possono arrivare a pesare fino a 1300 chili.

Il maschio alfa; queste adorabili bestiole possono arrivare a pesare fino a 1300 chili.

Essendo inoltre una fattoria, avete vinto due foto degli animali che piu’ di tutti hanno attirato l’attenzione dei più piccoli (mia e di chiara); uno splendido golden retriever ed una cucciolata di gattini.

è stata dura decidere la più carina, ma vada per questa; a te, internet!

è stata dura decidere la più carina, ma vada per questa; a te, internet!

non ho chiesto, ma sono sicuro che questo cane si chiami Bill, o Duke, o Buster, o qualche altro nome tipicamente americano

non ho chiesto, ma sono sicuro che questo cane si chiami Bill, o Duke, o Buster, o qualche altro nome tipicamente americano

Lasciamo la fattoria carichi di cibo e rimpianti (lolno) alla volta di Ottawa, che gli indiani pronunciano Attewe, che significa “piantala di chiedermi come chiamo i posti in cui vivo per poi rubarmeli uomo bianco, o spacco una bottiglia e ti sfregio quella faccia da francese che ti ritrovi”.

Si tratta della capitale del canada, e si trova in Ontario, a circa 400 chilometri da dove siamo ora. Ci aspetta dunque un lungo ed interessantissimo viaggio in autobus, in cui la tensione e la suspence sono tali che non solo non ci sono foto di noi che dormiamo, ad un certo punto sogniamo di essere in autobus, ci svegliamo, e siamo ancora in autobus. e poi ci svegliamo di nuovo. siamo in autobus.

Arriviamo al tramonto nella piccola ma graziosa Ottawa, e subito capiamo che le cose stanno cambiando; I cartelli sono prima in inglese e poi in francese, il personale dell’albergo parla inglese, la gente per strada parla inglese, e il museo di arte contemporanea è coperto da un telo che nasconde le impalcature necessarie per la ristrutturazione su cui è raffiguranto un Don Zauker volto al Quebec, che dice “ONE – ZERO, SUCK IT“.

l'edificio che sembra strappato da Gotham City è, crediateci o meno, la sede del parlamento

l’edificio che sembra strappato da Gotham City è, crediateci o meno, la sede del parlamento

Non ho le foto dato che era buio ma giuro che è così.

Domani a quanto pare si torna in barca per una crociera nella zona delle mille isole; c’è qualcosa di sbagliato in una vacanza che mi piazza su così tante barche e mi dà così poche opzioni per la pirateria.

 

3 thoughts on “Day Five – Bufali ed altre amenità

  1. Zena

    Comunque volevo dire che i semafori col conto alla rovescia ci sono anche in Brianza.
    A Bovisio Masciago è d’obbligo cominciare a sgasare quando mancano pochi secondi al verde.

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