l00maca's Travel Blog

Day Four: Split your lungs with blood and thunder / when you see the white whale

Nel caso aveste vissuto sotto una roccia negli ultimi anni di memi dell’internet.

So. stamattina abbiamo attraversato la contea, Moria e ci siamo avvicinati alla Montagna Solitaria e l’abbiamo superata per raggiungere la costa del Canada per ammirare balene e beluga nel loro ambiente naturale.

Che cazzo dico. abbiamo raggiunto una sponda del fiume san lorenzo per osservare eccetera. Dovete capire che questo fiume è largo. like, molto largo. Fottutamente largo. Ad un certo punto l’oceano dice AMICO COSA COMBINI SEI UN FIUME TORNA A FARE IL FIUME SONO IO IL MARE e il San Lorenzo dice IL MIO NOME E’ GIGANTE, e l’oceano dice SAN LORENZO STHAP SEI UBRIACO e le cose vanno a finire male.

“male” nel senso che ad un certo punto il fondale del san lorenzo dice “30 metri non è male, ma più di 400 è meglio”. Le correnti marine si scontrano col fiume, creando un ambiente ideale per la proliferazione del krill e, quindi, delle balene; lo spettacolo delle balene che emergono a prender fiato sul fiume battuto dal sole è incredibile, di sicuro uno dei più belli che il quebec possa offrire.

Capirete che, dopo una sveglia alle cinque, è stato con la miglior predisposizione che abbiamo raggiungo il molo alle nove in una Tadoussac avvolta dalla nebbia, pronta a fare da sfondo all’evocazione del grande Cthulhu.

Seriamente, manca una scritta bianca con un titolo e il nome di Stephen king sotto.

Seriamente, manca una scritta bianca con un titolo e il nome di Stephen king sotto.

Sotto una fitta, battente e rompicoglioni pioggia raggiungiamo e superiamo uno dei più antichi hotel della costa riva, che offre una vista impareggiabile sulla nebbia che indugia sul San Lorenzo.

Hotel Tadoussac. Venite per le balene, rimanete per il maniaco armato d'ascia che vi blocca in camera

Hotel Tadoussac. Venite per le balene, rimanete per il maniaco armato d’ascia che vi blocca in camera

La temperatura a terra è di circa 10 gradi, ma non c’è da preoccuparsi; In questo tratto le acque del San Lorenzo mantengono una temperatura di 4 gradi durante tutto l’anno, e in barca la temperatura percepita, con pioggia e vento, è di circa 3 gradi.

Ciononostante, l’escursione si rivela interessante; al minuto sette siamo completamente dispersi nella nebbia.

I want to stress it again: this is a river

I want to stress it again: this is a river

Nella foto qui sopra potete vedere il punto esatto dove la corrente marina tenta senza successo di penetrare la corrente del fiume. O con successo. non so, non sono pratico di questioni marinare.

Di qui a poco vedremo la prima creatura marina, per fortuna priva di tentacoli e ali.

non ricordo che bestia sia questa, ma è lunga circa cinque metri o poco più

non ricordo che bestia sia questa, ma è lunga circa cinque metri o poco più

Onestamente il freddo e l’acqua gelata che mi sferzavano il viso avevano al momento già annichilito le parti del cervello deputate a ricordare i nomi, quindi non so se mi ricordo correttamente come i locali chiamano queste balenottere, ma mi sembra che il nome fosse qualcosa tipo Le Petit Homme-Manger.

Proseguiamo nella nostra crociera verso il nulla fino ad incontrare un faro sito in mezzo al niente, vestigia di un tempo antico e dimenticato in cui era necessario avere uomini in strutture del genere disperse in mezzo al mare, prima che tutto fosse automatico. Gli anni sessanta.

se guardate bene potete vederi le macchie di sangue lasciate dall'ultimo occupante

se guardate bene potete vederi le macchie di sangue lasciate dall’ultimo occupante

Vi risparmio le successive due ore bloccati su una nave in mezzo al mare fiume con una classe di dodicenni Canadesi (molto educati) e turisti italiani che vogliono vedere i pesci (molto italiani) e passo ad un paio di scatti di beluga che belugano.

"Squali!!" "Squali!?" "Squelli!"

“Squali!!”
“Squali!?”
“Squelli!”

il tipico colpo di coda che significa "per ora basta respirare, adieau schiappe!"

il tipico colpo di coda che significa “per ora basta respirare, adieau schiappe!”

Abbandoniamo la gelida costa riva per il pranzo presso un cazzo di castello/albergo/casinò/officina, dove divoriamo in trenta minuti più cibo di quanto la Namibia ne veda in un mese, e proseguiamo presso le cascate di Montmorency, che in francese significa “vorresti andare in hotel ma fottiti cazzo di italiano ingrato”.

“no mister bond, mi aspetto che si perda nella nebbia e si arrenda prima di trovar– dov’è andato?”

 

Usciamo dal pullman e veniamo accolti subito da 23 gradi e umidità al 70%; Questo a 150 km di distanza circa dai 3 gradi della mattina, e comunque lungo il fottuto San Lorenzo.

that's an island in the river.

that’s an island in the river.

Dice, “hai rotto con sta storia che il san lorenzo è grande. in questa foto non sembra così grande”. Vero. L’ho pensato anche io. Purtroppo ho scoperto che quel ponte collega un lato del san lorenzo con un’isola fluviale. L’isola è lunga 35 chilometri. E’ la terza per dimensioni all’interno del ruscello San Lorenzo.

Proseguiamo dunque pieni di sconforto, caldo e zanzare verso la cascata di Mastenmonrte o come cribbio si chiama. La Cascata compie un salto di sessanta e spicci metri; Piu’ delle cascate del niagara, ma meno spettacolare visto che invece che centotrentamila metri lineari di cascata ce ne sono solo una trentina.

Uso “solo una trentina” in questo frangente con il medesimo rispetto che userei parlando di Rocco Siffredi.

not pictured: linea ferrata sul fianco della montagna che chiara mi ha impedito di prendere, impedendomi egoisticamente di affrontare una morte eroica

not pictured: linea ferrata sul fianco della montagna che chiara mi ha impedito di prendere, impedendomi egoisticamente di affrontare una morte eroica

Raggiungiamo poco dopo la città di Quebec e l’albergo, dove collassiamo brevemente prima di visitare la città di notte. Due errori: uscire senza macchina fotografica (Quebec di sera è assai graziosa), uscire di sera lungo una città fluviale (Quebece di sera è molto nebbiosa).

Inoltre per cena abbiamo preso della poutine. Per chi non lo sapesse, si parla di patatine fritte coperte di cheddar coperto della salsetta che accompagna l’arrosto, che quindi scioglie il cheddar crendo un impasto mortale di ciccia vischiosa goduriosa.

Lo sapevate che in canada da Chez Ashton, la catena in cui abbiamo tentato la putine, il regular corrisponde ad un sottovaso grande di poutine?

mi chiama, è mio!

mi chiama, è mio!

Adesso lo so.

Domattina ci attende un giro alla luce del giorno di Quebec City, lotta con Bufalo e conquista di Ottawa. A Domani!

 

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