{"id":210,"date":"2014-12-24T01:22:36","date_gmt":"2014-12-24T01:22:36","guid":{"rendered":"https:\/\/travelblog.l00maca.net\/?p=210"},"modified":"2014-12-24T04:54:01","modified_gmt":"2014-12-24T04:54:01","slug":"%e5%af%8c%e5%a3%ab%e5%b1%b1-fujisan-kawaguchi-ko-e-onsen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/travelblog.l00maca.net\/?p=210","title":{"rendered":"\u5bcc\u58eb\u5c71 &#8211; Fujisan, Kawaguchi-ko e Onsen"},"content":{"rendered":"<p>Vi avevo lasciato che ero su una corriera che ci stava scarrozzando allegramente verso Kawaguchi-ko, una delle cittadelle alle pendici del monte Fuji, famosa per la vista che offre su una delle tre montagne sacre del giappone.<\/p>\n<p>Il fuji \u00e8 bello grosso, veh. Le foto non rendono giustizia. Si tratta di un montagnone (in realt\u00e0 un vulcano attivo) alto 3777 metri e ventiquattro centimetri che si staglia da solo in mezzo ad altre collinette che non reggono il confronto. Purtroppo il periodo sicuro per le ascese va da luglio a settembre, ed adesso salire \u00e8 &#8220;fortemente sconsigliato&#8221; dalle autorit\u00e0 locali. Quind niente otto ore di salita pi\u00f9 due ore di giro del cratere pi\u00f9 tre ore di discesa (tempi da esperto, per una persona normale li possiamo anche raddoppiare amabilmente).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/travelblog.l00maca.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/IMG_7147-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-211\" src=\"https:\/\/travelblog.l00maca.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/IMG_7147-1.jpg\" alt=\"IMG_7147-1\" width=\"900\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/travelblog.l00maca.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/IMG_7147-1.jpg 900w, https:\/\/travelblog.l00maca.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/IMG_7147-1-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Decidiamo, all&#8217;arrivo, di iniziare a tenere traccia dei Japan Point che guadgniamo quando ci comportiamo da giapponesi e perdiamo quando facciamo shamefur disupray della nostra occidentalit\u00e0. Appena arrivati, guadgnamo tutti un punto per aver ricevuto e reciprocato un inchino all&#8217;ufficio del turismo.<\/p>\n<p>Ci viene a recuperare un pulmino dell&#8217;albergo, che ha una bella vista sul lago ma non sul Fuji \ud83d\ude41<\/p>\n<p>Ci consoliamo vedendo l&#8217;albergo prenotato da Cumi; da fuori sembra un albergo occidentale, ma l&#8217;interno e&#8217; molto tradizionale, con legno e bamb\u00f9 in ogni dove. I bagni pubblici al quarto, quinto e sesto piano, ci dicono, godono di una bella vista sul monte.<\/p>\n<p>Entrando porto da solo una delle mie valigie: Shamefur Dispray, meno un punto a Pito.<\/p>\n<p>CI comunicano che la stanza per i Gaijin sar\u00e0 pronta alle due circa (ed \u00e8 l&#8217;una e cinquanta), quindi decidiamo di andare a fare due passi alla ricerca di un locale dove pranzare consigliato dalla mia guida lonelyplanet del grande Nihon.<\/p>\n<p>Attraversiamo il grazioso paese di Kawaguchi, dove acquisto ad un distributore una corroborante bevanda all&#8217;uva dotata (ma questo lo scoprir\u00f2 solo pi\u00f9 tardi) di pezzi di gelatina che simulano la texture dell&#8217;uva stessa. Io penso che sia succo e polpa e sono contento.<\/p>\n<p>Arriviamo dopo lungo peregrinare al sito indicato dalla guida (&#8220;una vietta laterale vicino ad una stazione di servizio di fronte al supermercato&#8221;, I shit you not) e vediamo il proprietario intento a ramazzare e pulire le sedie. Il locale, ci dice, \u00e8 chiuso e riaprir\u00e0 alle sei.<\/p>\n<p>Con estrema gioia e il sole nel cuore decidiamo di dirottarci presso un ristorante di ramen dove rimaniamo piacevolmente sorpresi dalla qualit\u00e0 del piatto e meno piacevolmente sorpresi dal fatto che si mangia per terra. Ma questa non sar\u00e0 n\u00e9 la prima n\u00e9 l&#8217;ultima volta.<\/p>\n<div id=\"attachment_212\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/travelblog.l00maca.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/wpid-wp-1419382828585.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-212\" class=\"wp-image-212 size-large\" src=\"https:\/\/travelblog.l00maca.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/wpid-wp-1419382828585-1024x759.jpeg\" alt=\"Finalmente Ramen\" width=\"700\" height=\"518\" srcset=\"https:\/\/travelblog.l00maca.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/wpid-wp-1419382828585-1024x759.jpeg 1024w, https:\/\/travelblog.l00maca.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/wpid-wp-1419382828585-300x222.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-212\" class=\"wp-caption-text\">Finalmente Ramen!<\/p><\/div>\n<p>Finito il pranzo ci fermiamo in un seven eleven per fare i biglietti per il Gundam Tokyo Front, il museo esposizione negozio superfigo dedicato a Gundam. Con non poche difficolt\u00e0 riusciamo a convincere la macchinetta del demonio che vogliamo cinque biglietti, otteniamo un foglio di carta stampato che portato alla cassa ci frutta un biglietto per cinue persone.<\/p>\n<p>Acquisto una gustosa bevanda al qumkuat e guaran\u00e0 e ritorniamo a piedi verso il Ryokan.<\/p>\n<p>A met\u00e0 strada, mentre stiamo parlando degli dei dello shinto (+1 JP a Pito che ne conosce diversi), veniamo accostati da un furgoncino da cui scende una signora anziana che abbiamo visto poco prima al 7\/11 che all&#8217;urlo di &#8220;sumimasen&#8221; ci mette in mano altri quattro biglietti per il tokyo front e ci spiega che purtroppo non si sono accorti che ne stava stampando altri e insomma grandi scuse dappertuto e inseguimenti con sto pulmino per capire dove siamo e dove andiamo. Ringraziamo, inchini tutto intorno (nessun punto per questo, poich\u00e9 la profonda deizione di Obaa-san ci umilia e ci onora al contempo) e arriviamo in albergo.<\/p>\n<p>La stanza \u00e8 la stanza che immagini nei manga quando si parla di Ryokan, ed io personalmente ho pensato all&#8217;episodio di Maison Ikkoku in cui Godai e Kyoko rimangono ore nella stessa stanza in silenzio a far niente perch\u00e9 sono due tonni. C&#8217;\u00e8 il tatami, c&#8217;\u00e8 la vista sul lago, le sedie di vimini, il tavolino basso e i futon nell&#8217;armadio. Perfetto.<\/p>\n<p>Vado in bagno, esco, e scopro che abbiamo una cameriera in camera che sta servendo te verde e dolcetti mentre ci spiega (spiega a cumi che traduce) come funziona il ryokan. Abbiamo la cena alle ore 19.00, dopodich\u00e9 siamo liberi fino alla colazione alle ore 08.00. Io e Cumi, in quanto membri onorifici della grande Y (la Yakuza; il consiglio \u00e8 di evitare di nominarla per il quieto vivere di tutti), \u00e8 meglio se in bagno ci andiamo sul tardi quando probabilmente \u00e8 vuoto.<\/p>\n<p>Ci cambiamo negli yukata forniti dal Ryokan, riuscendo a non vestirci da pirla, indossiamo la giacchetta pi\u00f9 pesante necessaria nel clima fresco dell&#8217;inverno e andiamo a cena.<\/p>\n<p>La stanza \u00e8 pronta ad accoglierci, con i tavolini bassi e le sedie da pavimento, e le prime portate pronte per essere mangiate. Ci diamo sotto a fatica, mentre la sorridente cameriera continua a portarci cibo manco fossimo maiali all&#8217;ingrasso. Totale: tre portate pi\u00f9 dessert, di cui forse riconosciamo cinque piatti.<\/p>\n<div id=\"attachment_218\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/travelblog.l00maca.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/wpid-wp-1419393617764.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-218\" class=\"size-large wp-image-218\" src=\"https:\/\/travelblog.l00maca.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/wpid-wp-1419393617764-1024x576.jpeg\" alt=\"First Course\" width=\"700\" height=\"393\" srcset=\"https:\/\/travelblog.l00maca.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/wpid-wp-1419393617764-1024x576.jpeg 1024w, https:\/\/travelblog.l00maca.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/wpid-wp-1419393617764-300x168.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-218\" class=\"wp-caption-text\">First Course<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_216\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/travelblog.l00maca.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/wpid-wp-1419392739887.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-216\" class=\"size-large wp-image-216\" src=\"https:\/\/travelblog.l00maca.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/wpid-wp-1419392739887-1024x576.jpeg\" alt=\"Second Course\" width=\"700\" height=\"393\" srcset=\"https:\/\/travelblog.l00maca.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/wpid-wp-1419392739887-1024x576.jpeg 1024w, https:\/\/travelblog.l00maca.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/wpid-wp-1419392739887-300x168.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-216\" class=\"wp-caption-text\">Second Course<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_217\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/travelblog.l00maca.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/wpid-wp-1419393347072.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-217\" class=\"size-large wp-image-217\" src=\"https:\/\/travelblog.l00maca.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/wpid-wp-1419393347072-1024x576.jpeg\" alt=\"Third Course. Un punto a chi sa dirci cosa abbiamo mangiato.\" width=\"700\" height=\"393\" srcset=\"https:\/\/travelblog.l00maca.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/wpid-wp-1419393347072-1024x576.jpeg 1024w, https:\/\/travelblog.l00maca.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/wpid-wp-1419393347072-300x168.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-217\" class=\"wp-caption-text\">Third Course. Un punto a chi sa dirci cosa abbiamo mangiato.<\/p><\/div>\n<p>Torniamo in stanza per riprenderci, e troviamo i futon distesi e pronti ad accoglierci nel loro caldo abbraccio. Ci sdraiamo e ci rilassiamo un po&#8217; guardando la tv giapponese.<\/p>\n<div id=\"attachment_214\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/travelblog.l00maca.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/wpid-wp-1419383500551.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-214\" class=\"size-large wp-image-214\" src=\"https:\/\/travelblog.l00maca.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/wpid-wp-1419383500551-1024x576.jpeg\" alt=\"molto pi\u00f9 comodi di quanto non sembri. \" width=\"700\" height=\"393\" srcset=\"https:\/\/travelblog.l00maca.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/wpid-wp-1419383500551-1024x576.jpeg 1024w, https:\/\/travelblog.l00maca.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/wpid-wp-1419383500551-300x168.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-214\" class=\"wp-caption-text\">molto pi\u00f9 comodi di quanto non sembri.<\/p><\/div>\n<p>In tv, becchiamo la fine di un anime non identificato, e poi Dragon Ball Z. L&#8217;episodio dove il capitano ginew ha rubato il corpo a goku ma non lo sa usare bene e prende le cartelle da Crilin e Gohan.<\/p>\n<p>Che anno \u00e8, che giorno \u00e8, canta Battisti nella mia testa.<\/p>\n<p>Si fanno le dieci, ed io, il Bardo e Cumi ci dirigiamo ai bagni termali. Per ovvie ragioni di questi non ho foto, e dovrete affidarvi alle mie sole descrizioni ed alla vostra memoria: ancora una volta i manga non mentono (troppo).<\/p>\n<p>Entriamo, lasciando le ciabatte all&#8217;ingresso ed eventuali preziosi nelle cassette a muro. Ci spogliamo, lasciando vestiti e asciugamano da asciugo nelle classiche ceste negli spogliatoi. Dopodich\u00e9 passiamo al bagno.<\/p>\n<p>La prima impressione che si ha entrando \u00e8 quella di caldo fottuto; l&#8217;area dove ci si lava \u00e8 condivisa con la vasca classica e la yakuzzi, e la stanza \u00e8 caldissima e piena di vapore.<\/p>\n<p>Ci prendiamo uno sgabellino a testa e ci insaponiamo e laviamo per essere puliti (nelle vasche non si entra zozzi, eh!). Il bardo si lava con una spugna che scopre essere in realt\u00e0 un sasso mortale per l&#8217;epilazione, tra le risa eterne degli astanti (solo noi, gli altri avventori non appena ci hanno visto sono letteralmente scappati via).<\/p>\n<p>Entro nella prima vasca, quella classica: calda. Caldissima. Ma anche superpiacevole.<\/p>\n<p>Rimango in ammollo un paio di minuti mentre gli altri due disgraziati mi raggiungono, dopodich\u00e8 ci spostiamo a goderci l&#8217;idromassaggio. La finestra, che prende tutt la parete, purtroppo mostra solo il cielo buio. Ma chi se ne frega, siamo in ammollo in una zuppa bollente con i famosi mandarini aspri come la vita da mangiare. Non li mangiamo.<\/p>\n<p>Usciamo, ci diamo una rinfrescata (del tipo baccinella di acqua gelata in testa, per la salute, come diceva Happosai) e proviamo il bagno esterno.<\/p>\n<p>La vasca qui \u00e8 pi\u00f9 piccola, tiene solo tre persone (molto bene quindi) e il contrasto freddo gelido acqua bollente \u00e8 delizioso.<\/p>\n<p>Inziamo a vedere in bianco e nero e a sentire i primi sintomi dello svenimento qualche minuto dopo, decidiamo di uscire e stare un po&#8217; all&#8217;aria fresca.<\/p>\n<p>Rientriamo, altra passata di acqua gelata e poi sauna per cinque minuti (segnati dalla clessidra misericordiosamente posta vicino all&#8217;ingresso), mentre discutiamo dei vari tipi di bagni turchi, docce scozzesi, saune finlandesi e di come ci vorrebbe una bella vasca a reazione.<\/p>\n<p>Usciamo e c&#8217;\u00e8 una vasca a reazione, dove mi tuffo con italico vigore (mi adagio come un vecchio mollusco). Il contrasto caldo-freddo \u00e8, ancora una volta, corroborante.<\/p>\n<p>Usciamo e proviamo l&#8217;ultima attrazione, un tris di cascatelle di acqua tiepida (o bollente, ma a noi ormai sembra tiepida) sotto cui stare a rilassarsi.<\/p>\n<p>Passiamo un paio di minuti sotto questi graziosi getti, poi decidiamo che visto che \u00e8 passata una cinquantina di minuti dal nostro ingresso possiamo anche uscire. Ci asciughiamo, passiamo qualche minuto alle stazioni di bellezza (phon, pettini, rasoi; ne approfitto per radermi) e poi scopriamo che esistono anche delle poltrone massggianti di quelle che ti prendono e ti rivoltano come un calzino.<\/p>\n<p>Dieci minuti di massaggi dopo vestiamo il golfino sullo yukata (lo yukata fresco di cotone sulla pelle calda di terme \u00e8 qualcosa di paradisiaco) e torniamo in camera.<\/p>\n<p>Non so se si capisce, ma io ve lo consiglio. molto. caldamente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi avevo lasciato che ero su una corriera che ci stava scarrozzando allegramente verso Kawaguchi-ko, una delle cittadelle alle pendici del monte Fuji, famosa per la vista che offre su una delle tre montagne sacre del giappone. 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