{"id":166,"date":"2014-12-19T12:33:04","date_gmt":"2014-12-19T12:33:04","guid":{"rendered":"https:\/\/travelblog.l00maca.net\/?p=166"},"modified":"2014-12-19T13:15:07","modified_gmt":"2014-12-19T13:15:07","slug":"%e5%90%8d%e8%ad%b7%e5%b1%8b-nagoya","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/travelblog.l00maca.net\/?p=166","title":{"rendered":"\u540d\u8b77\u5c4b &#8211; Nagoya"},"content":{"rendered":"<p>dopo dodici ore di volo sparse tra due continenti, siamo arrivati al ridente aeroporto di Nagoya, dopo un viaggio povero di eventi.<\/p>\n<p>Ovviamente scherzo. Per prima cosa, scopriamo che i posti in aereo sono separati, quindi salutiam il Bardo e Ladro. Li rivedremo nove ore dopo. Finnair inoltre possiede dei sedili con dello spazio per le gambe, cosa di cui sono enormemente grato. A quanto pare questo spazio lo ha preso dall&#8217;ampiezza laterale dei sedili stessi, che sono eternamente stretti. Non si puo&#8217; aver tutto, mi dico, e inizio subito a giocare con il sistema di intratteimento piantato sul sedile di Chiara, impallandolo quasi all&#8217;istante. Chiamiamo uno Stweard, che ci dice che fara&#8217; del suo meglio, ma non e&#8217; molto.<\/p>\n<div id=\"attachment_169\" style=\"width: 232px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/travelblog.l00maca.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/wpid-wp-1418992932019.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-169\" class=\"size-medium wp-image-169\" src=\"https:\/\/travelblog.l00maca.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/wpid-wp-1418992932019-222x300.jpeg\" alt=\"Io ad Helsinki,  che mangio un biscotto\" width=\"222\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/travelblog.l00maca.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/wpid-wp-1418992932019-222x300.jpeg 222w, https:\/\/travelblog.l00maca.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/wpid-wp-1418992932019-759x1024.jpeg 759w\" sizes=\"auto, (max-width: 222px) 100vw, 222px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-169\" class=\"wp-caption-text\">Io ad Helsinki, che mangio un biscotto<\/p><\/div>\n<p>Il sistema di chiara rimarra&#8217; impallato tutto il viaggio. Decidiamo di vedere un film splittando le mie cuffie. Non so che film fosse perche&#8217; non si capiva nulla grazie al rumore dei motori dell&#8217;aereo (non ve lo dico nemmeno che eravamo in coda perche&#8217; tanto non fa piu&#8217; ridere).<\/p>\n<p>Verso l&#8217;ora di viaggio numero tre, ci viene chiesto di compilare i form necessari all&#8217;ingresso in giappone. Ovviamente sbaglio, scrivendo &#8220;ok&#8221; nello spazio con scritto sopra &#8220;riservato ad uso doganale, non scrivere&#8221;.<\/p>\n<p>A mia discolpa era molto vicino allo spazio con su scritto &#8220;nome&#8221;.<\/p>\n<p>Chiedo allo steward di prima un&#8217;altra copia. Arrivera&#8217; circa all&#8217;ora 6, quando lo steward me la consegnera&#8217; divertito svegliandomi dal poco sonno che sono riuscito a fare in aereo.<\/p>\n<p>Non parlero&#8217; di quello che ci e&#8217; stato servito per colazione, perche&#8217; non sta bene parlar male dei morti.<\/p>\n<p>Incontriamo Cumi agli arrivi, e lo salutiamo secondo la tradizione giapponese abbracciadolo a lungo e mostrandoci i tatuaggi a vicenda. Saliamo su un treno che filava a 120 serenissimo in zona residenziale e in men che non si dica siamo alla stazione ferroviaria di Nagoya, momentaneamente presa d&#8217;assalto da una folla di uomini e donne di tutte le eta&#8217; che vogliono comprare, pare, biglietti per la lotteria.<\/p>\n<p>Comu ci affida ad un tassista che sembra Takeshi Kitano, solo meno ciarliero, dopo avergli spiegato dove dobbiamo andare e dicendoci che ci vediamo li a breve. Il tassista annuisce contento dopo aver discusso della destinazione con un collega, saliamo e partiamo.<\/p>\n<p>Dopo pochi minuti siamo nel colorato traffico di Nagoya. Ci fermiamo ad un semaforo (che dura circa due ore) e vedo che la donna alla guida nella macchina a fianco alla nostra si cala una bottiglia di sciroppo alla goccia. Molto bene.<\/p>\n<div id=\"attachment_170\" style=\"width: 232px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/travelblog.l00maca.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/wpid-wp-1418992973800.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-170\" class=\"size-medium wp-image-170\" src=\"https:\/\/travelblog.l00maca.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/wpid-wp-1418992973800-222x300.jpeg\" alt=\"Il camelopardo amichevole di Nagoya \" width=\"222\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/travelblog.l00maca.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/wpid-wp-1418992973800-222x300.jpeg 222w, https:\/\/travelblog.l00maca.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/wpid-wp-1418992973800-759x1024.jpeg 759w\" sizes=\"auto, (max-width: 222px) 100vw, 222px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-170\" class=\"wp-caption-text\">Il camelopardo amichevole di Nagoya<\/p><\/div>\n<p>Il taxi ci molla davanti ad un albergo e se ne va per la sua strada. Siccome c&#8217;e&#8217; il sole ma anche la neve per strada, ci guardiamo attorno, notiamo che l&#8217;hotel no sembra un best western ed entriamo.<\/p>\n<p>Alla reception, ovviamente, non sanno nulla di noi. Ci dicono comunque che il best western e&#8217; a due incroci da qui, salutiamo, ringraziamo, veniamo ringraziati, e ci incamminiamo.<\/p>\n<p>Superiao un parco dove ho visto un corvo bere birra, e siamo arrivati. Ladro, il Bardo e Cumi ci aspettavano sconsolati, immaginati ormai come comparse in una nuova fatica di Mr Kitano. Saliamo alla reception giusta, dove i notri nomi trovano riscontro, e siamo pronti a prendere possesso della stanza quando ci dicono che, ahime&#8217;, la stanza sara&#8217; pronta solo alle 12.00.<\/p>\n<p>Guardiamo gli orologi. Sono le 11.56.<\/p>\n<p>Lasciamo le valigie in albergo e seguiamo Cumi alla volta di un posto dove si mangia sushi. Vorrei aver fatto delle foto ma siccome avevo fame, niente foto. Il posto e&#8217; molto bellino, con la cucina al centro e i piattini che girano attorno alla cucina su un bancone. Cumi ci ordina anche del sushi di tonno, assaggiamo un paio di robe a cui non sappiamo dare un nome e siamo sazi; ritorniamo in hotel per noi, casa di Cumi per gli altri, e pisolino pomeridiniano con parola d&#8217;ordine: alle tre e mezza ci vediamo per fare due passi in zona.<\/p>\n<p>Alle cinque, dunque, mezzi disfatti dal sonno, ci vediamo con Cumi e gli altri per due passi in zona.<\/p>\n<p>Visitiamo per primo un centro commerciale sotterraneo, dove noto che nonostante il clima freddo e&#8217; pieno di ragazzine vestite alla marinaretta con le gambe scoperte che se fregano allegramente della neve di fianco ai loro piedi. In questo momento mi rendo conto che i manga non mi hanno mai mentito, e non so se sia peggio scoprire che era tutto vero o credere che fosse tutto falso.<\/p>\n<p>Il primo stop lo facciamo ovviamente in una sala giochi, dove dietro insistenza di cumi vengo infilato in un simulatore di Gundam. Nel senso che ho proprio i pedali e due cloche e lo schermo surround e manovro sto robottone spaziale contro altri robottoni spaziali. Ci si mette un po&#8217; a capire come funziona, ma poi l&#8217;esperienza e&#8217; interessante, piacevole, e provoca appena meno dipendenza dell&#8217;eroina. Il pod e&#8217; completo di ventilatore e cuffia con microfono per insultare i propri compagni di squadra barra nemici.<\/p>\n<div id=\"attachment_168\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/travelblog.l00maca.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/wpid-wp-1418992518074.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-168\" class=\"size-medium wp-image-168\" src=\"https:\/\/travelblog.l00maca.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/wpid-wp-1418992518074-300x222.jpeg\" alt=\"Cibo del Grande Nihon\" width=\"300\" height=\"222\" srcset=\"https:\/\/travelblog.l00maca.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/wpid-wp-1418992518074-300x222.jpeg 300w, https:\/\/travelblog.l00maca.net\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/wpid-wp-1418992518074-1024x759.jpeg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-168\" class=\"wp-caption-text\">Cibo del Grande Nihon<\/p><\/div>\n<p>Decidiamo di andare a mangiare del Curry in un posto che sa Cumi che levati che ovviamente e&#8217; riservato per un party privato. Ci spostiamo altrove per mangiare il piatto tipico di nagoya, l&#8217;anguilla alla nagoyese (non mi ricordo come si chiama, dai). Possiamo scegliere tra il piatto nirmale o il piatto Extra Large Eel. Per una volta vince la ragione e prendiamo il piatto normale, che comunque ci lascia piegati e sazi.<\/p>\n<p>Torniamo in albergo, dove io scrivo mentre chiara guarda sconvolta la tv giapponese.<\/p>\n<p>Domani abbiamo in programma il distretto commerciale (ahah e io che pensavo di durare fino a Tokyo con dei soldi), il castello e una cena spezzareni. Daje!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>dopo dodici ore di volo sparse tra due continenti, siamo arrivati al ridente aeroporto di Nagoya, dopo un viaggio povero di eventi. Ovviamente scherzo. 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