{"id":139,"date":"2013-09-19T01:18:55","date_gmt":"2013-09-19T01:18:55","guid":{"rendered":"https:\/\/travelblog.l00maca.net\/?p=139"},"modified":"2013-09-24T12:06:26","modified_gmt":"2013-09-24T12:06:26","slug":"day-twelve-leaving-the-big-apple","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/travelblog.l00maca.net\/?p=139","title":{"rendered":"Day Twelve &#8211; Leaving the Big Apple"},"content":{"rendered":"<p>ok, come gia&#8217; detto, di seguito daro&#8217; spazio agli appunti presi su NY che non sono riuscito ad inserire in nessun post. Here we go!<\/p>\n<p><strong>#1: dolci giapponesi<\/strong><br \/>\nfinalmente, a trentanni suonati, sono riuscito ad assaggiare un sakuramochi grazie ad un negozio di dolci giapponesi (nel senso una pasticceria specializzata in dolci giapponesi e basta). La parte piu&#8217; ardua e&#8217; stata capire il mezzo inglese mezzo no della commessa (nonna_giapponese_112).<\/p>\n<p>Per chi se lo chiedesse, i sakuramochi sono buoni E appiccicosi.<\/p>\n<p><strong>#2: teo maleducato<\/strong><br \/>\nsiccome so che interessa, abbiamo trovato Teo (in ritardo, ma di poco). Sta bene, mangia, e&#8217; un po&#8217; sciupato ma sta di sicuro meglio di come stava a Milano.<br \/>\nEravamo, comunque, a bere in un pub quando decidiamo che il nostro tempo e&#8217; terminato e chiediamo il conto. Prima che io e chiara potessimo esibirci in un cortese &#8220;excuse me miss, could we get the check please&#8221;, teo ci taglia le gambe con un secco &#8220;hey! check please!&#8221;, ed alle nostre facce stupite (&#8220;well I never&#8221;) risponde che qui si fa cosi&#8217;. Ah, poveri noi.<\/p>\n<p><strong>#3: camerieri gentili<\/strong><br \/>\nHo potuto notare due tipi di camerieri: quelli che se dici &#8220;please&#8221;e &#8220;thank you&#8221; hanno bisogno di riposarsi e di bere qualcosa di fresco, o quelli overamichevoli, come la ragazza dello shake shack che mi ha chiamato &#8220;love&#8221; sei volte durante un dialogo di tre battute (la stessa ragazza mi terra&#8217; occupato col mio ordine tre minuti all the while cercando di capire da dove vengo perche&#8217; ho un accento.<\/p>\n<p>&#8220;italy&#8221;<br \/>\n&#8220;oh italy!&#8230; I know nothing about Italy&#8221;<br \/>\n&#8220;oh, I know too much about it, enough for the both of us&#8221;<\/p>\n<p><strong>#4: mancanza di cotton fioc<\/strong><br \/>\nin 12 giorni non ho visto un singolo cotton fioc. Quando li abbiamo cercati li abbiamo trovati &#8211; pacchi da 500. what?<\/p>\n<p><strong>#5: se nasci a milano a new york ci vivi iz<\/strong><br \/>\nok, ok, hear me out before heckling. Dice &#8220;NY cia la gente maleducata&#8221;. Seriamente? fatevi un giro in duomo fermandovi come dei fessi a far foto e ne riparliamo. Ny e&#8217; frenetica, ok, confusionaria, ok, difficile da capire, stacce, ma non piu di Milano. O Roma, se per questo. Evidentemente gli americani non sanno cosa vuol dire vivere in una citta&#8217; che e&#8217; a due giorni di sciopero dei mezzi di distanza da una rivoluzione.<\/p>\n<p>Ah, aggiungo: i semafori a NY son per finta, tranne che sulle strade grosse. per il resto si traversa a sentimento. Potrete immaginare che la cosa andasse bene a me, un p\u00f3 meno a chiara.<\/p>\n<p><strong>#6: negozi di soli saponi in madison con sixth<\/strong><br \/>\nquesta e&#8217; piu&#8217;che altro per nick: prime space, 4 luci in pieno centro.<\/p>\n<p><strong>#7: ROSARIO ROSARIO ASPETTA ROSARIO<\/strong><br \/>\nitaliani ovunque, sopratutto vicino ai vari MIMMOS ORIGINAL ITALIAN PIZZERIA MAMM\u00c0. Seriamente, ogni giorno beccavamo un paio di italiani, e non solo nei soliti tourist spots. Un branco particolarmente fastidioso l&#8217;abbiamo beccato in cima al rockfeller center, saranno stati una decina e si muovevano in blocco con infanti in carrozzella, borse di souvenir, nonni in carrozzella (diverse da quelle degli infanti). Li riconosci dal richiamo &#8220;eh ma che caldo che fa non si respira&#8221; (20 gradi), &#8220;scendi dice il signore non si pu\u00f2&#8221; (agli adolescente che volevano sporgersi dalla terazza panoramica per una foto), e sopratutto &#8220;mi ha detto luciano che ha trovato lui dove si mangia bene qui non sanno fare nemmeno la pasta ma mi chiedo io cosa ci vorr\u00e0 mai&#8221;.<\/p>\n<p><strong>#8: repetita iuvant<\/strong><br \/>\nNegli states, ma non solo, abbiamo incontrato una quantita infinita di persone con lavori ripetitivi, del tipo &#8220;ripeti uma frase ogni venti secondi tipo PLS COME AONG PLS COME ALONG PLS COME ALONG PLS COME ALONG&#8221;. Anche ad heathrow, c&#8217;era una persona incaricata di leggere ogni trenta secondi le norme per il trasporto di liquidi. Ma un nastro registrato no?<\/p>\n<p>Gli attendenti dell&#8217;ascensore al 30 rock sono chiaramente usciti pazzi dopo mesi di &#8220;stop here plese, make a line, ok wait here please, ok you can go thanks for coming&#8221;, ed ora improvvisano musica a cappella e comedy skit mentre i visitatori aspettano l&#8217;ascensore in discesa.<\/p>\n<p>#9: Integration, and the lack therof<br \/>\nInsomma siamo da F.A.O. Schwartz che valutiamo se accendere un mutuo per comprare qualche chilo di caramelle o se accendere un mutuo e comprare qualche chilo di lego, quando una mamma con bambino al seguito contattano la commessa.<\/p>\n<p>(non centra ninete, ma FAO Schwartz vende stampe d&#8217;autore dsiney e guerre stellari di una bellezza rara. anche il prezzo \u00e9 raro: circa 250 dolan l&#8217;una)<\/p>\n<p>Problema della madre, o zia, o chiunque essa fosse: il bambino vuole un gioco, lei vuole fargli un dono, ma non ha idea di cosa piaccia oggid\u00ed ai bimbi.<\/p>\n<p>Enter la commessa, che invece \u00e9 preparata sull&#8217;argomento.<\/p>\n<p>&#8220;ok sweetie, what kind of toys do you like?&#8221; chiede lei accovacciandosi a guardarlo dolceemente.<br \/>\n&#8220;I LIKE BLACKS&#8221; risponde il bambino pieno di entusiasmo.<\/p>\n<p>Scena.<\/p>\n<p>Parlando sempre di commesse di colore e giocattoli, la commessa al Yoys&#8217;r&#8217;us a cui <del>chiara<\/del> kara ha chiesto informmazioni si chiamava Latoya. MMH MH.<\/p>\n<p>#10: you won&#8217;t find a more wretched hive of scum and villany&#8230;<br \/>\nAl Madison Square Park ci abbiam passato pi\u00fa tempo di quanto non mi senta a mio agio ad ammettere; era dietro l&#8217;hotel, c&#8217;erano i panini buoni a prezzi cristiani e la sera c&#8217;eranpo le lucine molto caratteristiche.<\/p>\n<p>c&#8217;era anche un gruppo di musicanti di strada che suonava la Cantina Song da guerre stellari e un gruppo di praticanti di Tai Chi che cercavano l&#8217;equilibrio mentre attorno a loro la gente schiantava hamburger come se il domani non esistesse.<\/p>\n<p>Questo \u00e9 quanto per nuova york. Chiederete perch\u00e9 ci ho messo cos\u00ed tanto. In realt\u00e1 non ci ho messo molto; \u00e9 che alle bermuda, nei resort mille stelle ipercostosi, l&#8217;idea di &#8220;free wifi&#8221; \u00e9 ancora aliena.<\/p>\n<p>Arriveranno, prima o poi, delle foto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ok, come gia&#8217; detto, di seguito daro&#8217; spazio agli appunti presi su NY che non sono riuscito ad inserire in nessun post. 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